La Pioggia

Tlac tlac tlac

Alzo la testa e mi guardo intorno.

Tlac tlac tlac tlac”

Sospirando, abbasso il capo e torno a prendere appunti.
Il sottofondo delle dita sulle tastiere riempie l’aula, ed il mormorio mattiniero degli alunni, mi ricorda di essere vivo.

<<…disturbo del ritmo.>>

La voce del saputello in prima fila mi distoglie dai miei pensieri, riportandomi bruscamente alla realtà.
Potrei dare la risposta giusta al quesito; ma questa mattina trovo più interessante guardare fuori dalla finestra.
È una giornata uggiosa e grigia, una di quelle che passeresti a casa sotto le coperte, con gatto e camino annessi.
Le gocce di pioggia si rincorrono sulla finestra formando delle strie, che a loro volta formano disegni più grandi.

Mi giro, e rimiro la classe.
Un piccolo insieme di menti, culture, desideri, volontà ed emozioni.
Un piccolo, ma diversificato gruppo di persone.

La maggioranza prende appunti e segue la lezione, s’interessa e partecipa, oppure, vinti dalla troppa timidezza per fare una domanda, tace ed a capo chino continua a scrivere.
La minoranza invece, si dedica alle più diversificate e personali attività.

Un colpo di vento smuove un ramo; la pioggia aumenta d’intensità.
Il battere delle gocce scandisce il ritmo delle dita sulle tastiere, il ticchettio ipnotico dell’acqua sul vetro scandisce il mio respiro.
Sto per addormentarmi, quando una voce mi sveglia dal torpore.

<<..è eticamente giusto..>>

Colgo solamente uno scorcio della frase.
Vorrei risponderle “che cosa è giusto?”, ma la pioggia ha il sopravvento.
Mi rigiro dall’altro lato, la testa appoggiata sul banco.

Non ho mai capito perché la gente dica che l’autunno è una stagione triste.
I colori dell’autunno, un tripudio di rosso, arancione e giallo.
L’ultima esplosione di vita della natura, prima dell’inverno.

Eppure, l’autunno viene giudicata come una stagione triste, depressiva e morente.

La gente vede la morte come un male, e lo vede persino nelle piante e nei fiori, sebbene queste assumano i  colori più belli solo prima di morire.
Preferirebbero una graduale scomparsa dei colori, come una candela che si spegne negli anni, gettando sempre meno luce.
Così da poter abituarsi negli anni al sopraggiungere della morte e del degrado.

Mi rigiro e tossisco.

Io non la penso così.
L’autunno mi colpisce per i colori improvvisi e vivi, eccentrici e caldi.
È come un esplosione di luce, che illumina il tutto per pochi secondi, per poi scomparire, rendendo il tutto memorabile.

La pioggia ha smesso battere sulla finestra, e la lezione è finita.
Esco dall’aula e guardo il cielo.

<<Finalmente ha smesso di piovere!>>

Già.
Il mio compagno ha ragione.
Ma come ogni cosa nella vita, non può essere apprezzata se prima non è difficoltosa, difficile, e dall’apparenza incommensurabile.
Un cielo blu non avrebbe lo stesso splendore, se prima, non fosse stato coperto da nuvole nere e dal grigiore della tempesta, così come la vita, non avrebbe senso senza le difficoltà di ogni giorno.

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Scrittore. Giornalista. Novellista. Non sono nessuna di queste cose.
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